Vigneti di Gragnano

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IWine project

Innovare è oggi diventato un imperativo per aziende, istituzioni e singoli individui, mentre tradizione indica per definizione un rifiuto al nuovo, al progresso e al dinamico. Tuttavia, innovazione e tradizione non devono essere visti necessariamente come due concetti antitetici: quando, infatti, s’innova, non si crea niente di nuovo, ma si continua, si mantiene e si rinnova una tradizione. Ed è questo il tema su cui si basano le radici del gruppo IWine project.

La tradizione s’incontra con l’innovazione, che mostriamo al pubblico attraverso questo starter pack..

“Da Castellammare non te ne vai se lo starter pack non ce l’hai”.

CANTINE MARIANO SABATINO

Protetti dalle dorsali del Monte Faito e vivificati dalla brezza del Golfo, i vigneti del Gragnano (cittadina adagiata ai piedi dei monti Lattari) sono soggetti a escursioni termiche che garantiscono alle uve un buon grado di acidità e una significativa concentrazione di sostanze aromatiche. Raramente richiama il vino rosso che ne porta il nome e che monsignor Molinari, nel XVI secolo, considerava un vero toccasana, tanto da coniare la frase: VIVERE VIS SANUS GRANIANI POCULA BIBE. Conosciuto e stimato dai georgici latini e dai monaci medievali, il vino è magari noto per l’indimenticabile lista della spesa elencata da Pasquale a Felice Sciosciammocca nello scarpettiano “Miseria e nobiltà”, celebre anche per la trasposizione cinematografica con il grandissimo Totò: “Assicurati che sia Gragnano. Se è frizzante lo prendi, sennò desisti!”. Tuttavia, andando oltre le reminiscenze storiche e letterarie, il Gragnano rappresenta oggi il vino della semplicità non banale, della schiettezza e del piacere immediato; il bere quotidiano che regala allegria e versatilità negli abbinamenti, soddisfazione al palato e… al portafoglio. Protetti dalle dorsali del Monte Faito e vivificati dalla brezza del Golfo, i vigneti del Gragnano sono soggetti a escursioni termiche che garantiscono alle uve un buon grado di acidità e una significativa concentrazione di sostanze aromatiche.

Mariano Sabatino è uno scrupoloso interprete dei vini vesuviani: le sue etichette (Gragnano, Lettere, Pompeiano, Euphoria) sono preziosi assaggi di territorio e tradizione, realizzati con la cura e la passione che sa infondere nel proprio lavoro la gente che ama davvero questa terra.

I BISCOTTI DI CASTELLAMMARE

I biscotti di Castellammare sono dei biscotti a forma di sigaro creati nel 1848 a Castellammare di Stabia (un comune in provincia di Napoli) dai fratelli Giovanni e Francesco Riccardi. La figlia di Francesco, Donna Concetta prima della sua morte aveva confidato la ricetta al nipote Mariano, il quale tramandando la ricetta prima ai figli e poi ai nipoti, ha consentito di far giungere questi biscotti fino ai giorni nostri e di trasformarli nel simbolo di questa bellissima località costiera: Castellammare di Stabia. Gli ingredienti che venivano e vengono utilizzati per questa ricetta sono veramente pochi (farina “00”, burro, zucchero, acqua della Madonna, lievito di birra e vanillina) ed il segreto per ottenere degli ottimi biscotti è quello di dargli la forma di un vero sigaro, in quanto esagerando con le dimensioni si rischia di non farli cuocere bene all’interno!

IWINE

Classe 5 AL anno 2018/19