Acque di Castellammare

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Acidula, San Vincenzo, Ferrata. Queste sono solo alcune delle acque che sgorgano dalle 28 fonti di acque termali di Castellammare di Stabia che, sin dall’antichità, hanno rappresentato una risorsa fondamentale per lo sviluppo della città. Le acque termali, sia calde che fredde, sono adatte sia per un percorso benessere sia per cure idropiniche finalizzate alla cura di diverse disfunzioni e\o malattie. La loro efficacia, già nota a Plinio il Vecchio, può essere sperimentata tutti i giorni presso lo stabilimento delle antiche terme di stabia sito in via Acton aperto al pubblico dalle ore 9 alle ore 11 dal lunedì al venerdì. Per seguire correttamente e, quindi, efficacemente una cura idropinica, a prescindere del disturbo che si vuole curare, bisogna assumere, lontano dai pasti, circa 2 litri di acqua durante l’intera giornata sorseggiando ed intervallando le assunzioni durante il giorno e possibilmente passeggiando. ACQUA ACIDULA Bicarbonato calcica ipotonica lievemente acidula. Ad azione digestiva, antinfiammatoria, diuretica, può essere usata per tutte le forme di cattiva digestione, per le gastriti iposecretive, per il diabete e varie forme di renella. ACQUA FERRATA Bicarbonato carbogassosa contenente sali di ferro. Utile nelle anemie primarie e secondarie e nelle convalescenze; nelle malattie debilitanti, nelle astenie muscolari e nervose; nei processi da cattiva digestione anche accompagnati da irritazione della mucosa gastrica; nei disturbi della sfera genitale femminile, nello stentato sviluppo, nell’epoca della pubertà, nel linfatismo e nel rachitismo. ACQUA MAGNESIACA Clorurato sodica ipotonica. E’ indicata nelle coliti spastiche, specie se di origine nervosa, nelle discinesie del grosso intestino (colon irritabile) e della cistifellea, nelle gastriti catarrali croniche e nelle gastroduodeniti croniche. ACQUA MEDIA Clorurato sodica ipotonica. Azione lassativa, diuretica e purificatrice su tutte le ghiandole e mucose dell’apparato digerente: sul fegato svolge un’azione disintossicante di lavaggio dell’organismo e antinfiammatoria. E’ indicata nei processi morbosi cronici delle colecisti con o senza calcoli; utile anche ai soggetti operati di colecisti, di appendice e sull’intestino. ACQUA MURAGLIONE Clorurato sodica ipertonica. Ha un’azione purgativa, è infatti usata per stitichezza ostinata, ossaluria, uricemia, diabete mellito e gotta. ACQUA SAN VINCENZO Clorurato sodica ipotonica. Azione lassativa, diuretica, antinfiammatoria. E’ indicata in tutti i processi cronici catarrali dell’intestino, dispepsie intestinali fermentative o non, coliti croniche, congestione emorroidaria. ACQUA SOLFUREA Ricca di idrogeno solforato. Purgativa con azione antifermentativa intestinale. E’ indicata nella stitichezza cronica, nelle malattie allergiche, in molte malattie della pelle (eczema cronico, psoriasi e prurito), obesità e diabete. ACQUA SOLFUREA FERRATA Bicarbonato carbogassosa contenente sali di ferro ed idrogeno solforato. Azione purgativa, ricostituente ed attivante il ricambio; indicata nella stitichezza abituale, nella gotta cronica e nella iperuricemia. ACQUA SOLFUREA CARBONICA Bicarbonato carbogassosa ricca di acido carbonico. Acqua purgativa con azione antifermentativa intestinale; indicata per la stitichezza cronica in soggetti con ipertensione arteriosa: trova impiego nella ipercolesterolomia e nel diabete.
 Redatto da: Best&Co
classe:4BL anno 2016/17

Mappa delle acque

Per le sue ventotto sorgenti di acque minerali che la Natura le ha donato, Castellammare Di Stabia era ed è considerata, nel Mediterraneo, la più ricca di risorse idriche.
Le ventotto sorgenti si sono presentate alla luce in epoche fra loro distanziate, alcune sono arrivate a noi come emanazioni spontanee, le altre in corso di lavori o per scavi finalizzati, progettati dall’uomo.
L’antica Roma amava l’acqua di Stabiae e l’annoverava nel gruppo delle sorgenti nobili dell’antichità. Dopo la scoperta dell’America, ogni nave che si preparava a viaggi lunghissimi si equipaggiava di quest’acqua poiché essa non si alterava, per cui fu considerata “acqua dei navigatori”.
L’attività delle Antiche Terme iniziò il 1 giugno 1833 quando, per volere del re di Napoli Francesco I, si inaugurò il primo fabbricato. Allora non esistevano Bagni Termali fino a quando nel 1906 arrivò il professor Pietro Castellano come Direttore Sanitario Generale dello stabilimento ed organizzò nella nostra città, nel 1921, il XIII Convegno idrologico nazionale. Lo stabilimento fu ampliato e modificato fino al 1964, quando, sul Solaro, fu inaugurato il Nuovo Complesso Termale, che si avvaleva di Balneoterapie, Parco idropinico, struttura alberghiera e congressuale e di un valido Centro Benessere.

Cronos

Classe 5DL anno 2018/19

Progetto della Casa dell'Acqua

Che Castellammare di Stabia abbia 28 sorgenti d’acqua è risaputo, e sarebbe un motivo di vanto non fosse per il fatto che le infrastrutture non sono ben funzionanti. Perché limitarsi?Se fino alla prima metà del secolo scorso esisteva l’acquaiuolo che vendeva ai cittadini acqua fresca e pulita, oggi questa figura non esiste più. L’acquaiolo si recava al luogo delle sorgenti, raccoglieva l’acqua conservandola in appositi boccioni con ghiaccio, e con un carretto la vendeva per le strade cittadine nelle giornate di calura estiva accompagnandola magari con succo di limone o d’arancia. Questa figura però è scomparsa in una società troppo frenetica per la stessa nonostante avesse successo. Perché? Perché il fornitore era un consumatore egli stesso. Cosa manca allora? Manca la fiducia delle persone. Fontane sporche, infrastrutture chiuse, acqua non controllata fanno sì che Castellammare sia divenuta la non-città dell’acqua. Servono idee e servono subito. A proposito di idee, perché prenderle dall’estero, e quindi perché non cercare in casa? La soluzione è “La Casa dell’acqua”, il cui progetto nasce dalla gente ed è per la gente sostituendo la figura dell’acquaiuolo con una semplice monetina. Ma i costi sono alti? Affatto. L’acqua è presa sempre da quelle fonti ma va ulteriormente purificata. L’acqua va venduta in bottiglie di vetro, facilmente smaltibili al contrario delle classiche bottigliette di plastica che hanno anzi inquinato le nostre terre. L’acqua ha un costo? No, non è la nostra acqua ad avere un posto perché è un bene per cittadinanza, un diritto ma un costo c’è: con offerte spontanee sono le persone stesse a offrire manutenzione e a far sì, quindi, che la Casa dell’acqua sopravviva come in un ciclo di cui è punto di partenza ed arrivo così come lo è il benessere delle persone. 

Perché il nostro principale obiettivo è soddisfare loro.

ELECTRO TEAM

Classe 5 DG anno 2018/19