Street Food

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L’antico cibo di strada stabiese

La città di Castellammare è un luogo ricco di storia, cultura e tradizione, famoso per la moltitudine di prodotti gastronomici provenienti da un territorio fertile, di origine vulcanica e mediterraneo per appartenenza geografica. Grande importanza è data anche dal clima mite che è presente quasi tutto l’anno.

Diversi sono i mestieri che vengono esercitati sul piano produttivo, per lo più artigianali, culinari e legati alla cantieristica navale.

Molti di questi però sono molto antichi, perché ritrovano la loro radice addirittura nel periodo greco-romano. Altri purtroppo, col tempo, stanno scomparendo, a causa della trasformazione della società e dei meccanismi legati alla globalizzazione dei mercati.

Significative rimangono però quelle attività che valorizzano ancora il territorio, come ad esempio quelle terziarie della vendita e/o distribuzione delle acque termali, di ben ventotto specie diverse e salutari, tanto che furono ben analiticamente distinte e ricordate da Plinio nei suoi scritti, quelle della fabbricazione dei  famosi biscotti di fattura semidolce, pertanto adatti per qualsiasi necessità alimentare e, dulcis in fundo l’attività artigianale del “panzarottaro”.

Grazie a queste persone è possibile assaggiare i cibi originali, succulenti, elementi di attrazione e d’interesse per i turisti o addirittura per coloro che sono vicini alla città, ma che ne hanno sempre ignorato l’importanza.

Fra i tanti antichi mestieri, il più significativo è quello dell’acquaiuolo: una figura che, una volta, andava in giro per le strade a distribuire acqua fresca proveniente dalle sorgenti di Castellammare, che egli stesso raccoglieva la mattina presto in delle damigiane, tenute al fresco da sacchi di iuta contenenti ghiaccio. Queste acque sono famose per le loro importanti proprietà curative, medicamentose e per la loro effervescenza naturale, che hanno reso noto il centro abitato come “Città delle acque”.

Pertanto, prodotto tipico di questa città è il “biscotto di Castellammare” impastato proprio con queste acque. Quest’ultimo è un dolciume a forma di tarallo ricoperto di zucchero glassato, che si può acquistare dai biscottari  presenti in modo variegato sul territorio cittadino sia in modo ambulante che attraverso una distribuzione organizzata.  Tale attività è rimasta tutt’ora artigianale e ciò rappresenta un pregio per la città.

In estate tutti coloro che hanno bisogno di rinfrescarsi, vanno dal mellunaro, un’altra figura caratteristica, ovvero di colui che si trova per strada a vendere i meloni di vario tipo e grandezza, generalmente serviti su un carretto che , con il tempo, è stato sostituito da alcuni pittoreschi chioschetti.

 

Al contrario durante la stagione invernale, quando si gradisce qualcosa di caldo, è possibile recarsi dai famosi panzaruttari, persone che preparano saporitissime crocchette di patate , chiamate “panzarotti” per la loro  simpatica  forma tondeggiante simile alla pancia umana e le cosiddette “pizzelle” ovvero frittelle salate. Questi alimenti vengono fritti al momento e vengono serviti caldi ai clienti, i quali, sollecitati dal profumo che gradualmente si diffonde, aspettano con ansia e con l’acquolina in bocca il momento di consumarli a pieno gusto.

Uno storico panzaruttaro era Vincenzo Amore, conosciuto anche con il nomignolo di “Wana Wana”. Quest’ultimo d’inverno deliziava i clienti con i suoi caldi “panzarotti”, mentre d’estate rinfrescava le persone con delle deliziose granite. Dopo la sua dipartita, la città di Castellammare ancora oggi lo ricorda con simpatia ed affetto come un uomo laborioso ed onesto: la sua assenza è motivo di nostalgia per tutti!

 

Questi prodotti tipici sono tenuti vivi da tutte le persone che portano avanti la tradizione della città di Castellammare di Stabia.

 

redatto da: The Hungry Guys

classe:4AL  anno:2016/17

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